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lunedì 27 agosto 2018

Un nuovo affresco abbellisce Carbonia: "Fior di Murale"


"Un’opera d’arte che abbellisce e dà un tocco di decoro alle pareti di piazza della Memoria, nello storico quartiere di Serbariu. Un esempio concreto della funzione sociale e benefica che può rivestire la nostra arte, soprattutto quando questa viene messa a disposizione della collettività".

domenica 11 marzo 2018

C'era una volta il comune di SERBARIU. Ed. Etabeta. 2018.



Particolare del murale "La piazzetta" inserito nel libro.


Murale "su Corropu" .


Murale sulla lavorazione del pane inserito nel libro.





Libro ideato e  scritto da Mercedes Carcassona - Cleo Frau - M. Carmen Manca - Antonella Zucca.


mercoledì 17 agosto 2016

Inaugurazione Murale " Su Corropu"


Video By Antonio F. Rossi
Carbonia (Serbariu) 17 agosto 2016, esposto oggi all'ammirazione pubblica, l'ultimo regalo che Debora Diana offre al suo territorio.
Il murale è un omaggio ai ricordi della sua infanzia, Su Corroppu.

Su Corropu, making of.

Si narra che Serbariu prenda il nome dal sardo "S'erba de s'arriu", che significa "L'erba del fiume".



Il fiume era una manna dal cielo per noi bambini, ottima alternativa per quando non si andava al mare.

olio su tela

Impavidi, audaci, con spezzo del pericolo, arrivavamo al vecchio abbeveratoio poi in fila indiana verso Perdaxius, trenta metri in tutto, armati solo di costume e asciugamano.

olio su tela

Una volta arrivati lì si dava il via a tuffi olimpionici, nuotate sincronizzate, cose mai viste sino a battere i denti, le labbra viola e i polpastrelli delle dita raggrinziti.

Poi un giorno mio fratello mi disse: " guarda che ci sono le sanguisughe ...".
Frase che ha segnato la fine delle mie avventure fluviali.

Debora Diana durante la realizzazione del murale

Questa storia di vita ha fatto nascere il murale "Su Corropu".



venerdì 11 marzo 2016

L'arte del Muralismo in Sardegna. Imago Edizioni. 2016



I murales sono prodotti dell’arte di strada, moderni affreschi a tema profano, aneddoti del quotidiano.


Il murale è strumento di comunicazione, forma di condivisione, strumento di confronto; 


perché incise o dipinte sulle pietre, le idee le emozioni possiedono un peso che non hanno nemmeno quando sono gridate.


 Così, anche se abbellisce il muro esterno di una casa, 


un dipinto non è un murale se non trasmette un messaggio o uno shock all'osservatore e se non è inserito armoniosamente nel contesto urbano.


Testo di Giulio Concu.





domenica 30 agosto 2015

Immagini Sensibili - Esposizione Personale a Carbonia, Cagliari


Dopo l’expo del Pigneto, nell’ambito della collettiva organizzata a "lo Yeti" per i tipi di ArteIntegra, Debora è approdata in quel di Cagliari per una personale nella sua città natale, all’interno della manifestazione artistica dodici12xdodici12, voluta dall’Assessorato alla Cultura, organizzata nella saletta comunale del Portico di Piazza Roma, adiacente il Teatro Centrale di Carbonia.


Photo by Giampaolo Merella

È stato un successo, e non intendo “semplicemente” dal punto di vista quantitativo, anche se il guest book documenta una forte affluenza ed una rara emotività generata dalla visione delle opere, ma è stato un momento in cui si è potuto tornare a parlare di Arte, di Sentimenti e, soprattutto, di crescita attraverso le lenti della Memoria, dell’odore delle Radici e di vere Persone, anziché di ritratti, come ha ben sintetizzato Stefano Fiori sul suo blog:
  

«Grazie per tenere viva la memoria sarda nelle sue tradizioni, nei suoi usi e costumi attraverso gli sguardi, le espressioni, i gesti di un popolo fiero e orgoglioso. Un orgoglio che dovrebbe essere vissuto da tutti come aspetto fondamentale per prendere coscienza che con la cultura e con l’arte si potrebbero creare quei presupposti fondamentali per crescere. Crescere in un modo del tutto sostenibile, ma soprattutto uguale per chiunque vive intensamente la propria vita.


Credo che aver avuto l’opportunità di conoscere la pittrice Debora Diana, originaria di Serbariu che da anni vive e lavora a Roma, mi abbia dato la forza e la volontà di credere ancor di più nelle persone in quanto detentori del proprio destino. Quello stesso destino o in qualsiasi modo lo si possa identificare che l’impegno dell’artista è stata capace di mutare nel paese di Serbariu. Con la sua Arte (perché di arte si tratta) ha arricchito le mura di abitazioni e luoghi come piazze e cortili con alcuni murales rappresentanti la vita di quelle stesse persone che sono capaci di emozionare per quanto sia semplice il messaggio che trasmettono».


Ho visto sguardi sorpresi ed ammaliati, ho ascoltato stralci di ricordi immaginati o rigenerati dalla visione, ho sentito emozioni pure ed ho notato la volontà di superare le abitudini, rappresentata da due bellissime signore che, superando il bon ton che si deve osservare ad un vernissage, sono apparse sulla soglia in costume tradizionale il giorno dell’inaugurazione.


Questo ciclo di Opere di Diana Debora, in effetti, abbattono il velo della formalità rappresentativa, ricollegandosi direttamente a reminiscenze ancestrali, ad una rappresentata bellezza interiore, ad una figurativa emotività, come ha ben raccontato Antonella Meloni Corsini, in arte Shikanu’, nell’introduzione della mostra:


«Al centro dell’espressione artistica di Debora Diana c’è l’amore per la sua terra d’origine, la Sardegna, rappresentata attraverso l’eleganza e il fascino misterioso delle sue donne, avvolte negli antichi costumi ed emergenti da sfondi spesso appena abbozzati.
Sono visioni da sogno, con figure che si sovrappongono ad altre figure o a oggetti che riemergono dal passato ma che si presentano attraverso una matrice pittorica moderna dove i colori seppiati sono capaci di mettere in risalto la componente emotiva e nostalgica di questa mostra da non perdere assolutamente».


Due opere di Debora sono entrate a far parte di collezioni private in questa occasione, la grande "Sartiglia" ed il piccolo ma intenso "Distinti Ossequi"; molte intense fotografie di Giampaolo Merella e di Giorgio Locci documentano che a volte i sogni, diventano realtà.


Subito dopo l’intensa settimana di esposizione, Debora, com’è sua abitudine, ha realizzato un altro murales nella sua Serbariu, l’antica borgata che oggi è completamente inglobata al Comune di Carbonia, ma questo è un altro post…