domenica 24 marzo 2024

Il primo giorno del laboratorio "Come si realizza un murale" la temperatura era perfetta, i partecipanti del laboratorio entusiasti…un po’ meno dopo che abbiamo lavato la parete, passato il fissativo e fatto la quadrettatura.
Lavoro duro ma necessario.
Tanti curiosi ci hanno chiesto:
“ Ma che state a fà? State a girà un film?”
Ma quanto mi piace tutto questo, quanto sono meravigliosi i sorrisi della gente.
Oggi, secondo giorno, più freddo e più ventilato ma il sole ha, comunque, illuminato la nostra giornata riscaldandoci.
Dopo la fatica del primo giorno, abbiamo cominciato a disegnare.
Decisamente molto più gratificante e divertente.
Belle chiacchiere con gli abitanti del quartiere ed amici che ci giravano intorno curiosi offrendoci di tutto dal caffè ai cornetti al cioccolato.
Questa bella atmosfera mi ha riempito di entusiasmo e buonumore , spero che il prossimo weekend continui ad essere esattamente così.
Se vi fa piacere continuo a tenervi al corrente….



venerdì 16 agosto 2019

ERESAZ

Gli abitanti di Eresaz amano il loro paese con le loro case in pietra e i loro tetti in legno.
Amano la natura che li circonda così tagliano l’erba dei loro giardini, creano aiuole con fiori colorati, mettono gerani sui loro balconi in legno ma c’è una cosa che a loro, proprio proprio, non è mai piaciuta.
All’ingresso del villaggio c’è una triste, vecchia e grigia cabina elettrica di cemento armato ma, ahimè, non la possono eliminare, è brutta ma necessaria.


Che fare?
Così gli abitanti del paese hanno chiesto aiuto alla Maison Communale.
“ BASTA non ne possiamo più di questo obbrobrio”
“Bisogna fare qualcosa”
Così la Maison Communale rispose:
“ Avete ragione!!”
“ Vi promettiamo che per la festa di San Roch, il giorno di ferragosto, la brutta cabina sparirà!”
E così fu.......
e vissero felici e contenti.....




trompe d'oeil







domenica 12 maggio 2019

DIARIO DI UNA MURALISTA. Partenza per Eresaz.

Avevamo deciso di collaborare, Miriam ed io, durante l’evento di Eresaz.



Lei aveva sempre sognato di utilizzare questo villaggio in Val d’Aosta come cornice per coniugare le immagini di ieri e di oggi.

Foto di Miriam Colognesi

Finalmente dopo dieci anni ha realizzato il suo sogno.
Avevo una bella sensazione. Cosa avrei dovuto fare io lì?
Un murale naturalmente...ma il posto dove avrei dovuto farlo era alquanto insolito.
Pericoloso direi. Non esagero.
Ovviamente l’amministrazione comunale ha azzerato il rischio per far sì che lavorassi in sicurezza. 
Volete saperne di più? 
Io intanto vado...


giovedì 14 marzo 2019

"Fior di Murale" - un Vivaio di artisti

Premessa: "Io credo nel valore della nostra terra e della nostra Cultura".


Ogni anno dedico un po' del mio tempo libero, durante le mie ferie estive, a fare dei murales nel tentativo, almeno nelle mie intenzioni, di migliorare gli spazi pubblici nel borgo di Serbariu raccontando le nostre tradizioni millenarie.




Dal 2009, ho sempre portato avanti questo progetto in solitudine...
un po' come Antonio Ligabue, mi buttavo a capofitto nella faticosa realizzazione del progetto, pensando che difficilmente avrei trovato qualcuno con cui condividere lo stesso sogno e la stessa sfida.


photo by Alessandro Spiga

Allo stesso tempo però, io sono sempre stata convinta che l'individuo "isolato" non raggiunge grandi risultati, ed alla fine ho deciso di non emarginarmi, di non creare il vuoto attorno a me, così, nell'ultimo lavoro "Fior di Murale", ho cercato di fare rete trovando, aldilà di ogni mia aspettativa... solidarietà, supporto artistico, amicizia!
Signore & Signori ho il piacere di presentarvi i "Fior di Artisti":

Sofia Trogu
Alessia Diana
Giacomo Morittu
Gabriele Urru
Giovanna Piria
Maura Atzeni
Giulia Pisu
Vanda Cutaia
Rosy Lai e Vanda Cutaia
Rosetta Maria Marongiu
Tore Cosa
il Gruppo al momento della firma

Io non so cosa succederà ad ognuno di noi nel futuro prossimo, ma ricordo ancora la fatica enorme, sempre in ginocchio davanti all'Arte, un agosto assurdo che sembrava novembre per le piogge ed i forti venti, tranne per le zanzare che erano sempre presenti ed enormi come cavallette, ma soprattutto non potrò dimenticare le risate, gli spuntini rigeneranti di Giovanna, gli aperitivi improvvisati al Bar di Sergio, il via vai delle persone e dei tanti artisti che ci venivano a trovare...

Dal 2009, ho sempre portato avanti il mio progetto in solitudine... un po' come la matta del villaggio, ed oggi rimpiango tutti questi anni in cui mi sono privata dell'emozione e del piacere di lavorare in squadra!



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Ringrazio anche Nicola Gabrielli, un altro artista che ha collaborato con noi, del quale non ho una foto

domenica 10 marzo 2019

"La Malinconia Isola"



Per me la creatività non viene da sola.
Se sto lì ad aspettare un idea...alla fine non nasce niente. Tabula rasa.
Devo vedere, pensare, elaborare continuamente come se dovessi trovare una soluzione ad un problema.
Ho capito che se resto concentrata e se provo a dargli forma, disegnando, alla fine le cose vanno a posto e ne esce un intuizione, una trovata, un’idea.
Trovo ispirazione praticamente in tutto, qualcosa che vedo in un film, in una canzone, in un libro, in concetti che avevo sentito o che avevo già disegnato.
Quando ho una “visione” faccio schizzi su carta come in questo caso.
Per esempio oggi con questo disegno ho voluto dare forma alla malinconia che, qualche volta, si ha quando si lascia la propria terra, la propria città natale ....


Le Guardiane


Il 2017 è stato un anno speciale per me.
Desideravo dipingere questa parete da tanto tempo e finalmente eccola qua.



Si trova in un luogo dove sorgeva un antico cimitero, utilizzato sino al 1900 poi caduto in disuso a causa del fatto che venne costruito un nuovo camposanto.



Non c'erano lapidi, non c'erano croci, non c'erano fiori... appariva semplicemente come un campo incolto.



Oggi quest'area, trasformata, è stata destinata a piazza pubblica.



Ho creato questo ultimo murale ispirandomi a questa storia e queste fanciulle sono, per me, le custodi, le guardiane che hanno il compito di proteggere e vegliare su questo luogo silenzioso.



È agosto, profumo di anguria nell'aria e tutto ciò è troppo "togo".